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“Rifiuti in Piazza”: a Udine gli esperti vuotano il sacco

“Rifiuti in Piazza”: a Udine gli esperti vuotano il sacco

I risultati confermano la necessità di avviare un sistema di raccolta “casa per casa”.

Dopo l’edizione di novembre 2018, anche nel 2019 torna a Udine l’iniziativa “Rifiuti in Piazza”. Nella mattinata del 5 novembre, in Piazza Rizzi, all’interno della Circoscrizione n.2, i tecnici di Arpa FVG, Regione e Net Spa hanno aperto e analizzato, assieme ai numerosi cittadini presenti, il contenuto di cinque grandi sacchi di rifiuti provenienti dai cassonetti stradali per il rifiuto secco residuo (indifferenziato) dislocati lungo alcune vie della zona.

Il risultato non è stato particolarmente positivo: l’81% dei rifiuti trovati all’interno dei sacchi poteva essere differenziato. Sono stati infatti rilevati nei sacchi moltissimi scarti di cucina e avanzi di cibo, alimenti scaduti all’interno delle confezioni, bottiglie in plastica, contenitori in tetra pak, riviste e giornali, una quantità spropositata di imballaggi in plastica di vario genere, pile portatili, bottiglie in vetro e lattine.

Purtroppo, spesso nei cassonetti del rifiuto secco residuo detto “indifferenziato” vengono sistematicamente ed erroneamente gettate tipologie di rifiuto che si potrebbero facilmente differenziare come la carta, il cartone, la plastica, il vetro e l’organico. Già nel novembre 2018 a Udine Arpa FVG e Net Spa avevano certificato, in seguito alle analisi merceologiche effettuate in piazza, che circa il 70% del materiale trovato nei sacchi del secco residuo poteva essere differenziato a monte dai cittadini e conferito correttamente nei contenitori per la differenziata.

Rifiuti in Piazza - Udine

Alcune considerazioni legate a quest’iniziativa:

  • l’errore più rilevante commesso – hanno concordato a margine dell’iniziativa i tecnici di ARPA FVG e della Regione – è la spropositata quantità di rifiuto organico trovata, scarti alimentari (frutta, verdura, ecc) e avanzi di cibo (pasta, riso, panini, pesce, carne, uova), pari al 50% del secco residuo totale esaminato, che doveva invece essere conferita negli appositi cassonetti di colore marrone;
  • non vanno inoltre sottovalutate, anche in termini di volume oltre che di peso, le quantità importanti di imballaggi in plastica, carta, vetro e barattolame trovate all’interno sempre dei sacchi del secco residuo;
  • il sistema di raccolta domiciliare dei rifiuti – a detta dei tecnici – è il metodo sicuramente più immediato ed efficace per migliorare la raccolta differenziata, la qualità del materiale differenziato e al contempo educare e formare puntualmente le persone;
  • molto positivo invece l’approccio e l’interesse dei cittadini presenti all’iniziativa i quali hanno posto sia domande di carattere generali che più specifiche, hanno chiesto informazioni, interagito costruttivamente con i tecnici, portando ad esempio le loro esperienze o difficoltà in merito alla differenziazione dei rifiuti.

 

«“Il sistema “casa per casa” è stato progettato anche per sminare una volta per tutte questo particolare problema e ridurre gli errori a monte in fase di conferimento da parte del cittadino» dichiara il Direttore di Net Massimo Fuccaro. «Questo modello, per come è stato concepito, ha tra i numerosi obiettivi ambientali una drastica riduzione, in termini di volume e peso, della frazione secca non riciclabile e al contempo l’innalzamento deciso e importante della qualità e la purezza delle frazioni riciclabili e valorizzabili come carta, plastica, vetro, metalli e organico. Vogliamo ascoltare gli utenti, ma soprattutto educare la cittadinanza alla nuova raccolta “casa per casa”.»

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