Economia circolare

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Economia circolare

Il Parlamento europeo definisce l’economia circolare come un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione e ricondizionamento di materiali, beni e prodotti, al fine di prolungarne quanto più a lungo possibile il ciclo di vita, contribuendo a ridurre la produzione dei rifiuti.

Quando il bene ha terminato la sua funzione, giungendo a fine vita, i materiali di cui è composto vengono riciclati, laddove possibile, per essere poi reimmessi nei cicli produttivi generando ulteriore valore.

I principi dell’economia circolare si pongono in antitesi con il tradizionale modello economico lineare, fondato sul tipico schema estrazione – produzione – utilizzo – smaltimento, che richiede disponibilità di ingenti quantità di risorse.
Considerata la scarsità di materie prime che caratterizza il Vecchio Continente e la sempre maggiore concorrenza per acquistare determinate risorse, che provocherà scarsità e aumento dei prezzi, con ripercussioni sull’intera economia europea, è fondamentale un uso più efficiente delle risorse per l’intero ciclo di vita, dall’estrazione, al trasporto e consumo, fino allo smaltimento dei rifiuti.

La direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti, recepita a livello nazionale nella parte quarta del decreto legislativo 152/2006, introducendo i criteri di priorità di ciò che costituisce la migliore opzione ambientale nella gestione dei rifiuti pone le basi per la transizione verso l’economia circolare, prevedendo i seguenti livelli di intervento:

• prevenzione della produzione dei rifiuti;
• preparazione per il riutilizzo dei rifiuti;
• riciclaggio;
• recupero di altro tipo;
• smaltimento.

La transizione verso l’economia circolare è stata ulteriormente promossa a livello comunitario con l’emanazione del pacchetto sull’economia circolare, recepito a livello nazionale con i decreti legislativi 116/2020, 119/2020 e 121/2020.

La necessità di promuovere, anche a livello regionale, la transizione verso l’economia circolare ha spinto la Regione Friuli Venezia Giulia a mettere in campo iniziative di supporto alle aziende del territorio attraverso l’emanazione della legge regionale 34/2017 “Disciplina organica della gestione dei rifiuti e principi di economia circolare” e l’istituzione di un gruppo di lavoro che funge da propulsore di progetti di economia circolare, di simbiosi industriale e di sostenibilità produttiva nell’ambito del sistema economico regionale.
Ad oggi il gruppo di lavoro, le cui modalità operative sono caratterizzate dal dialogo costruttivo tra i partecipanti e dalla concretezza nelle azioni primarie da portare avanti, ha fin da subito definito una strategia operativa per fasi:

Mappatura delle iniziative di Economia Circolare Applicata presenti sul territorio regionale, coinvolgendo gli stakeholder territoriali (Associazioni di categoria, Poli tecnologici, Cluster e Consorzi),

Modellizzazione dei casi di Economia Circolare Applicata presenti in regione e definizione delle strozzature che ne limitano la diffusione al fine di trovare soluzioni praticabili e funzionali,

Definizione dei criteri con i quali verranno valutati i progetti di Economia Circolare Applicata al fine del riconoscimento regionale tramite il logo “EcoFVG”. Tale riconoscimento, particolarmente apprezzato e richiesto dalle realtà produttive con le quali il gruppo ha interagito in questi mesi, permetterà la valorizzazione delle imprese virtuose e la diffusione della sostenibilità produttiva in Friuli Venezia Giulia per divenire una regione a basso impatto ambientale,

Supporto alle aziende del territorio regionale per la definizione di percorsi per la transizione verso l’economia circolare.

La Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso il ruolo strategico del Gruppo di lavoro interdirezionale “Economia circolare”, con la sua pluralità di competenze, intende dar impulso allo sviluppo di un modello ed una strategia unitaria per l’Economia Circolare Applicata sul territorio regionale al fine di valorizzare le risorse locali, creare nuova economia ed evitare la produzione di rifiuti.

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